Il linguista: Tullio De Mauro

Tullio De Mauro è stato il più grande linguista italiano. E’ nato a Torre Annunziata il 31 marzo del 1932 ed è morto a Roma a 84 anni il 5 gennaio del 2017. Linguista, docente universitario, lessicografo, saggista e ministro della pubblica istruzione 2000-200, Tullio De Mauro ha introdotto in Italia gli studi linguistici facendone una disciplina a sé ed emancipandoli dalla glottologia e dalla Storia della Lingua.  Il padre Oscar chimico, apparteneva a una famiglia di medici e di farmacisti, stabilita da diverse generazioni a Foggia. La madre Clementina Rispoli, insegnante di matematica, era di famiglia napoletana. È stato sposato dal 1963 al 1989 con Annamaria Cassese (1941-m. 1989), con cui ha avuto i figli Giovanni (1965) e Sabina (1966), e nel 1998 si è sposato con Silvana Ferreri.

Nell’immediato dopoguerra De Mauro frequentò il Liceo classico statale Giulio Cesare di Roma Nel 1951 si iscrisse al Partito Liberale Italiano per favorirne la sinistra interna legata alla rivista Il Mondo. Ha insegnato Linguistica generale e ha diretto il Dipartimento di Scienze del Linguaggio nella Facoltà di Lettere e Filosofia e successivamente il Dipartimento di Studi Filologici, Linguistici e Letterari nella Facoltà di Scienze Umanistiche dell’Università la Sapienza di Roma, facoltà che ha contribuito a fondare, insieme ad Alberto Asor Rosa. Allievo di Antonino Pagliaro, ha insegnato a vario titolo in diverse altre università italiane (Napoli, “L’Orientale”, Palermo, Chieti, Salerno, Università Telematica Internazionale “Uninettuno”) dal 1957, come professore di prima fascia dal 1967.

Ha tradotto il Corso di linguistica generale (Cours de linguistique générale) di Ferdinand de Saussure che, insieme ad alcuni autori strutturalisti, ha avuto una certa influenza sul suo pensiero. Ha presieduto la Società di Linguistica Italiana (1969-1973) e la Società di Filosofia del Linguaggio (1995-1997). Nel novembre 2006 ha contribuito alla fondazione dell’associazione Senso Comune per un progetto di dizionario informatico, di cui era presidente. Era socio ordinario dell’Accademia della Crusca. Dal novembre 2007 ha diretto la Fondazione Maria e Goffredo Bellonci e presieduto il comitato direttivo del Premio Strega.

Da linguista De Mauro ha più volte denunciato, negli ultimi anni della sua vita, il preoccupante fenomeno dell’analfabetismo funzionale che affligge una consistente percentuale della popolazione italiana. In alcune pubblicazioni, ha prefigurato una possibilità d’uso della lingua esperanto  nel contesto delle istituzioni europee, come “interfaccia neutra” fidefacente nella redazione dei testi normativi e dei documenti ufficiali dell’Unione Europea. 

Incarichi politici

Nel giugno 1971 sottoscrisse la lettera aperta pubblicata sul settimanale L’Espresso sul caso Pinelli. Nell’ottobre dello stesso anno sottoscrisse l’Autodenuncia di solidarietà a Lotta Continua-

Nel 1975 fu eletto al Consiglio Regionale del Lazio nelle liste del PCI. 

Nel 1976 fu nominato assessore alla cultura, incarico che tenne fino al 1978

Fu ministro della Pubblica Istruzione nel Governo Amato II (dal 26 aprile 2000 all’11 giugno 2001).

Dal 2001 al 2010 presiedette Mondo digitale, fondazione del comune di Roma, da cui fu rimosso nel giugno 2010 dalla giunta Alemanno, per ragioni anagrafiche secondo la giunta, per ragioni ideologiche secondo De Mauro.

Collaborò a giornali e settimanali: dal 1956 al 1964 al settimanale Il Mondo; dal 1966 al 1979 al quotidiano Paese Sera; dal 1981 al 1990 con rubriche fisse sulla scuola (1981-1985) e il linguaggio (dal 1986) al settimanale L’Espresso. Collaborò saltuariamente con L’Unità, La Stampa, La Repubblica, Il manifesto, Il Sole-24 Ore, Il Mattino, e regolarmente con Internazionale – con le rubriche La parola, dal 2006, e Scuole dal 2008.

Tra il 1960 e il 1973 collaborò spesso a trasmissioni radiofoniche e televisive della RAI, con cui riprese a collaborare di nuovo nel 1997-2000. Dal 1978 collaborava a cicli di trasmissioni radio e televisive della RTSI (Radiotelevisione della Svizzera Italiana).